Scuola Secondaria di Secondo Grado (ex Scuola Superiore)

Col superamento dell’esame conclusivo del primo ciclo scatta il diritto-dovere di istruzione (nel sistema di istruzione secondaria superiore) e di formazione professionale a livello regionale.
Per gli alunni con disabilità l’obbligo scolastico (dovere) può essere adempiuto sino al compimento del 18° anno di età.
Pertanto gli alunni con disabilità, purché non abbiano superato il 18° anno di età, possono accedere al sistema dell’istruzione secondaria superiore anche senza il certificato di superamento dell’esame di stato conclusivo del primo ciclo (ex terza media), ma con il semplice attestato comprovante i crediti formativi acquisiti nel primo ciclo.

È da tener presente che qualora gli alunni con disabilità intendano iscriversi ad un secondo indirizzo di studi avendo già terminato un ciclo di scuola secondaria di secondo grado (con o senza il conseguimento di un diploma finale), l’amministrazione scolastica, avendo già adempiuto ai suoi doveri, non è più tenuta a garantire il sostegno.

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La riforma dell’Istruzione secondaria superiore4 ha avuto inizio a partire dall’anno scolastico 2010-2011.
Il sistema si struttura su 3 ordini di scuole:
1. Licei: suddiviso in 6 tipologie (Artistico, Classico, Linguistico, Musicale e coreutico, Scientifico e Scienze umane), alcuni dei quali suddivisi in ulteriori indirizzi od opzioni.
2. Istituti Tecnici: suddivisi in 2 settori (economico e tecnologico) ripartiti in 11 indirizzi;
3. Istituti Professionali: suddivisi in 2 settori (Servizi e Industria e artigianato) ripartiti in 6 indirizzi.

Il 15 marzo 2010 il MIUR ha pubblicato la bozza delle Indicazioni nazionali per i Licei concernenti gli obiettivi e i contenuti programmatici delle singole discipline.
Anche nella scuola secondaria di secondo grado i Dirigenti scolastici devono costituire i Gruppi di lavoro GLHI e GLHO.
I Dirigenti scolastici della scuola secondaria di primo grado (ex scuola media), nel trasmettere l’iscrizione devono comunicare, nel caso di alunni disabili, quali interventi dovranno essere adottati.
Sono previsti inoltre corsi di aggiornamento per il personale docente e non docente e per gli operatori sociosanitari delle ASL e degli Enti Locali che collaborano al Piano Educativo Individualizzato.
Gli insegnanti di sostegno vanno scelti tra gli insegnanti specializzati. In mancanza di questi saranno nominati supplenti specializzati, in ogni caso abilitati all’insegnamento nella scuola secondaria di primo o secondo grado; solo se non ci sono insegnanti specializzati si possono utilizzare insegnanti non specializzati per i quali sarà bene organizzare quanto prima possibile brevi corsi di aggiornamento.
Anche nella scuola secondaria di secondo grado possono essere presenti assistenti per l’autonomia e la comunicazione, richiesti dal Dirigente Scolastico sulla base del PEI e mandati di norma dall’Amministrazione Provinciale oppure dai Comuni, nei casi specifici previsti dalla legislazione regionale.
Gli alunni con disabilità frequentanti le scuole secondarie di secondo grado, hanno diritto all’indennità di frequenza anche dopo il 18° anno d’età.

VALUTAZIONE ORDINARIA E DIFFERENZIATA

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N.B. L’art. 2 del Decreto Legge n° 137/08 convertito dalla Legge n° 169/08 reintroduce nelle scuole secondarie di primo e secondo grado l’influenza sul profitto di un voto di condotta inferiore a 6, che comporta bocciatura.

Attualmente per la scuola superiore, sono possibili due modalità di valutazione:
1) uguale a quella di tutti gli alunni se lo studente con disabilità segue la programmazione della classe (percorso “normale”), o una programmazione che prevede la riduzione parziale dei contenuti programmatici di talune discipline o la loro sostituzione con altri (percorso “semplificato” o “per obiettivi minimi”);
2) differenziata se lo studente con disabilità segue una programmazione differenziata94 secondo quanto indicato nell’O.M. 90/2001, art. 15 comma 4: “Qualora, al fine di assicurare il diritto allo studio ad alunni in situazione di handicap psichico e, eccezionalmente, fisico e sensoriale il Piano Educativo Individualizzato sia diversificato in funzione di obiettivi didattici e formativi non riconducibili ai programmi ministeriali, il Consiglio di Classe valuta i risultati dell’apprendimento, con l’attribuzione di voti relativi unicamente allo svolgimento del citato Piano Educativo Individualizzato e non ai programmi ministeriali. Tali voti hanno valore legale solo ai fini della prosecuzione degli studi per il perseguimento degli obiettivi del PEI (e del conseguente Piano degli Studi Personalizzato). Gli alunni valutati in modo differenziato come sopra possono partecipare agli esami di qualifica professionale e di licenza di maestro d’arte svolgendo prove differenziate, omogenee al percorso svolto, finalizzate all’attestazione delle competenze e delle abilità acquisite.
Tale attestazione può costituire, in particolare quando il PEI preveda esperienza di orientamento, di tirocinio, di stage, di inserimento lavorativo, un credito formativo spendibile nella frequenza di corsi di formazione professionale nell’ambito delle intese con le Regioni e gli Enti locali. Qualora durante il successivo anno scolastico siano accertati livelli di apprendimento corrispondenti agli obbiettivi previsti dai programmi ministeriali, il Consiglio di classe delibera in conformità dei precedenti art. 12 e 13, senza necessità di prove di idoneità relative alle discipline dell’anno o degli anni precedenti. Al termine della frequenza dell’ultimo anno di corso, essendo in possesso di crediti formativi, possono sostenere l’Esame di Stato sulla base di prove differenziate coerenti con il percorso svolto e finalizzate solo al rilascio dell’attestazione, di cui all’art. 13 del Regolamento”.
La Legge n° 1/07 e i D.M. applicativi n° 42/07 e n° 80/07 prevedono che gli alunni che maturano debiti formativi a partire dal terzo anno della scuola secondaria di secondo grado devono saldarli entro l’a.s., pena la bocciatura. Tale normativa si applica anche per gli alunni con disabilità che seguono un percorso “normale” o “semplificato”, mentre non si applica agli alunni con PEI che prevedono PSP differenziati.
Per saldare i debiti formativi dovranno essere effettuati corsi di recupero gratuiti (o con lezioni private se la famiglia lo preferisce) da svolgersi entro fine agosto ed eccezionalmente prima dell’inizio delle lezioni. Al termine dei corsi svolti da docenti della stessa scuola o esterni, si svolgeranno delle verifiche che in caso negativo comportano la bocciatura.
Inoltre il Decreto Legge n° 137/08 convertito dalla Legge n° 169/08 sancisce che non si può essere promossi se si riporta un voto inferiore al 6 anche in una sola materia.96

PERCORSI MISTI DI ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO
Il D.Lvo n° 77/05 disciplina l’alternanza scuola-lavoro come modalità di realizzazione dei corsi del secondo ciclo, sia nel canale dell’Istruzione Secondaria Superiore che in quello della Formazione Professionale. Gli studenti che hanno compiuto il quindicesimo anno di età possono presentare la richiesta di svolgere l’intera formazione dai 15 ai 18 anni o parte di essa, attraverso l’alternanza di periodi di frequenza scolastica e di lavoro.
I percorsi misti di alternanza scuola-lavoro sono attuati e valutati sotto la responsabilità dell’istituzione scolastica o del centro di formazione professionale, sulla base di apposite convenzioni con imprese o qualunque ente pubblico e privato disponibile ad accogliere gli studenti per periodi di apprendimento in situazione lavorativa, che non costituiscono rapporto individuale di lavoro. Il percorso misto può essere anche realizzato con un’alternanza tra una scuola superiore e un centro di formazione professionale.
La convenzione promossa dal Dirigente Scolastico, prevede la presenza dell’alunno per alcune ore a scuola e per altre ore nelle attività formative esterne. In tali attività egli deve essere seguito, in orario di servizio, da un docente tutor interno (che può essere l’insegnante per il sostegno) o anche dall’assistente degli Enti Locali, per la cui assicurazione provvede la stessa convenzione. Bisogna evitare che tutte le ore dell’insegnante di sostegno si svolgano nell’ambito formativo, trascurando così la formazione nella scuola.
Inoltre è previsto un tutor formativo esterno, cioè della struttura nella quale si svolge l’apprendimento in situazione lavorativa.
La valutazione e la certificazione delle competenze acquisite nel percorso misto devono essere effettuati dall’istituzione scolastica o dal CFP perché l’alternanza scuola-lavoro è parte integrante del percorso di istruzione e formazione dell’alunno, con l’obiettivo prioritario di riconoscerne e valorizzarne il potenziale anche ai fini dell’occupabilità.
Per lo svolgimento di questi percorsi ci si può avvalere anche dei tirocini e le borse-lavoro previsti dalla L. n° 196/97. I percorsi misti possono realizzarsi anche su base sperimentale ai sensi degli articoli 11 e 12 del D.P.R. n° 275/99 sulla autonomia scolastica ed anche in forza di convenzioni ai sensi dell’art. 11 della L. n° 68/99 sul collocamento lavorativo mirato.
Anche l’Intesa della Conferenza Stato Regioni del 20/03/2008 all’art. 3 ribadisce la necessità di attivare percorsi di questo tipo che “favoriscano l’accompagnamento dell’alunno alla vita adulta”.
NOTE:
1) L. n° 104/92, art. 14, comma 1, lettera c)
2) O.M. n° 90/01, art. 15, comma 4
3) Parere del Consiglio di Stato n° 3333/06 trasmesso con C.M. prot n° 11699 del 21/12/2006
4) Il MIUR ha prodotto diverso materiale informativo relativo alla nuova scuola superiore e scaricabile dal sito http://archivio.pubblica.istruzione.it/riforma_superiori/nuovesuperiori/index.html: una Guida completa, varie Presentazioni specifiche, Brochure sintetica.
5) DPR n° 89/10 Regolamento dei Licei e le Indicazioni Nazionali per i Licei.
6) DPR n° 88/10 Regolamento degli Istituti Tecnici e Linee-Guida per gli Istituti Tecnici
7) DPR n° 87/10 Regolamento degli Istituti Professionali e Linee-Guida per gli Istituti Professionali
8) Nota Ministeriale prot. n°4088 del 2/10/2002; C.M. n° 78/03 e Nota Ministeriale prot. n° 4798 del 2005
9) L. n° 104/92, art. 13, comma 3
10) D.Lvo. n° 112/98, art. 139
11) Sentenza Corte Costituzionale n° 329/02 che è stata applicata dalla Circolare INPS n° 157/02
12) D.Lvo n° 77/05, art. 1, comma 1
13) D.Lvo n° 77/05, art. 1, comma 2
14) D.Lvo n° 77/05, art. 4, comma 2
15) D.Lvo n° 77/05, art. 4, comma 3
16) D.Lvo n° 77/05, art. 6