Gli obiettivi della riabilitazione

L’approccio alla riabilitazione deve essere finalizzato all’attivazione di potenzialità e non all’addestramento di comportamenti. Gli interventi del tecnico non sono da vedersi come il trattamento di una funzione deficitaria, ma come stimolazione relazionale psicomotoria garbata e spesso mediata attraverso attività, ausili, giochi e giocattoli interessanti e motivanti per il bambino.
È importante quindi, nella prima fase, che nelle sedute di valutazione, osservazione e trattamento sia presente la famiglia, non per insegnare dei compiti precisi e da imitare, ma per sostenere, e alle volte attivare, la capacità del genitore di cogliere ciò che il bambino fa, come cambia, cosa preferisce, come manda i suoi segnali di stanchezza o soddisfazione e come fattivamente arricchire l’interazione.
All’inizio anche il riabilitatore dovrà darsi il tempo per ascoltare e osservare il bambino e i genitori, senza a sua volta farsi prendere dalla paura del non fare abbastanza e subito e sottoporsi al rischio di proporre uno schema per il piano di trattamento pericolosamente non individualizzato.

Sin dal primo momento della presa in carico riabilitativa è necessario predisporre la partecipazione contemporanea, o in momenti differenziati, di più figure professionali nel progetto terapeutico globale.
Si tratta di figure mediche specialistiche come i neuropsichiatri infantili, di figure psicologiche preposte al sostegno genitoriale o alla valutazione degli aspetti cognitivi e dello sviluppo affettivo-relazionale del bambino e figure preposte alla valutazione dello sviluppo e alla riabilitazione motoria, cognitiva, comunicativa e linguistica come fisioterapisti, terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva e logopedisti. Importante è sin da subito il contatto con i servizi sociali e con le figure degli assistenti sociali che potranno dare i necessari contributi informativi sul funzionamento e accesso a procedure previdenziali e legislative e sostenere le famiglie nei bisogni di inserimento sociale e scolastico del bambino.
Tutte queste figure dovranno integrare i loro interventi e cooperare nella gestione del processo riabilitativo. Le valutazioni saranno ripetute nel tempo in concomitanza dei momenti evolutivi significativi dello sviluppo del bambino e in rapporto con il ProgettoRiabilitativo Individualizzato concordato con la famiglia.
Le figure professionali dell’équipe multidisciplinare sono tutte coinvolte nell’attuazione dell’integrazione sociale e scolastica del bambino con sindrome di Down. Sarà loro compito la formulazione della Diagnosi Funzionale e la concorrenza al Profilo Dinamico Funzionale e al Piano Educativo Individualizzato insieme alle istituzioni scolastiche od educative, come le scuole di ogni grado.