BAMBINO CON SINDROME DI DOWN ESCLUSO DA CENTRO ESTIVO – AIPD ROMA: STIAMO REALIZZANDO UNA MAPPATURA DI QUESTE STRUTTURE

Danilo, è un bambino con sindrome di Down che, al termine dell’anno scolastico, come tanti ragazzi della sua età, ha deciso di frequentare un centro estivo a Ottavia. Tutto nella norma se non fosse che al primo giorno di attività il titolare del centro ha voluto parlare con il papà di Danilo per comunicargli che il ragazzo non avrebbe potuto più frequentare la struttura. All’inizio il padre ha pensato a una carenza di personale e si è offerto di pagare un educatore dedicato al proprio figlio ma la risposta del titolare lo ha lasciato senza parole.

“Sai – si è sentito dire – non vorrei che Danilo crei problemi agli altri bambini che, tornati a casa, si lamentino di lui  e magari i genitori portino via i loro figli dal centro”.  “A questo punto – spiega il papà – ho capito che il problema non era il comportamento di Dany, ma era Dany. Avevano paura di perdere soldi”. 

Così il padre ha pagato il costo giornaliero del centro estivo (15 euro) e se ne è andato con l’amarezza nel cuore promettendo di non rimettere più piede in quel centro.

AIPD Roma, denuncia la gravità di quanto accaduto e pone l’attenzione sulle mancanze organizzative e sull’assenza di personale dedicato di queste strutture.

“Quanto accaduto è un fatto gravissimo – afferma il presidente di AIPD Roma Giampaolo Celani  – su cui non è possibile rimanere in silenzio. Abbiamo suggerito alla famiglia di Danilo una struttura alternativa conosciuta per accoglienza e qualità. Per evitare ad altre famiglie analoghi episodi suggeriamo di  consultare la mappa delle risorse presenti nel nostro sito in modo da orientare la scelta verso realtà positive. Allo stesso modo inseriremo tra gli esempi negativi la struttura protagonista della vicenda. Siamo disponibili a fornire, inoltre, supporto formativo a operatori nelle realtà scolastiche, nelle strutture sportive, nei gruppi scout e nelle parrocchie.

AIPD Roma fa, infine, appello all’Amministrazione Comunale e municipale affinché verifichi il comportamento delle organizzazioni sportive e del tempo libero rispetto alla capacità di coinvolgimento di bambini e ragazzi con disabilità intellettive, in particolar modo quelle che ricevono finanziamenti pubblici”.

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