ALL’ART FORUM WÜRTH CAPENA LE OPERE DELL’ARTISTA CON SINDROME DI DOWN LUCIO PIANTINO

Dal 19 al 23 luglio 2016, parallelamente alla mostra “Nasi odorano tulipani. L’arte irregolare nella Collezione Würth”, visitabile fino al 21 gennaio 2017, l’Art Forum Würth Capena apre i suoi spazi a un nucleo di opere dell’artista brasiliano Lucio Piantino, un progetto nato in collaborazione con il Presidente del Centro Studi Della Città Del Sole di Altomonte (CS) Giuseppe Capparelli.

Lucio Piantino, nato a Brasilia nel 1995, figlio e nipote di artisti, già alla tenera età di 11 mesi ha avuto il primo contatto con colori e pennelli, i quali grazie al sostegno costante della sua famiglia, sono diventati gli strumenti per esprimere il suo talento artistico e affermare il riscatto da una condizione, la sindrome di Down, a causa della quale ha subito episodi di emarginazione. I primi risultati delle sue straordinarie doti comunicative sono arrivati nel 2001 quando i suoi disegni e dipinti sono stati pubblicati nel libro “Cadê a síndrome de Down que estava aquì? O gato comeu…” delle autrici Elisabeth Tunes e Lurdinha Danezy Piantino per l’Editore Autores Associados.

Da allora diversi sono stati anche i riconoscimenti istituzionali, tra cui la partecipazione nel 2009 all’esposizione di pittura “OLHARES” nella Biblioteca Nazionale e di fotografia nel Museo Nazionale di Brasilia. Nel 2010 ha ricevuto l’attestato professionale di artista plastico, rilasciato dal Segretariato alla Cultura del Distretto Federale e ha partecipato alla manifestazione in commemorazione della giornata internazionale della sindrome di Down nel Parlamento del Brasile. Nel 2013 ha presentato il suo libro e documentario “De arteiro a artista: a saga de um menino com síndrome de Down” presso il Museo Nazionale di Brasilia. Nel 2014 ha tenuto una mostra personale presso il Salone Bianco del Senato Federale e ha debuttato come attore nella rappresentazione teatrale “O improvável amor de Luh Malagueta e Mc Limonada” al III Salone delle Accessibilità di Brasilia.

Data l’assenza di frontiere del fenomeno dell’arte irregolare, il cui valore fu riconosciuto per la prima volta dall’artista francese Jean Dubuffet, che nel 1945 coniò per essa la definizione di “Art brut”, e la vocazione internazionale del Gruppo Würth e della sua Collezione, è sembrato opportuno e doveroso accogliere una mostra monografica dedicata a Lucio Piantino. Le sue opere si prestano a un efficace dialogo con alcuni dei lavori della mostra “Nasi odorano tulipani”, dando luogo a interessanti confronti sui diversi risultati estetici raggiunti, talvolta a partire dall’utilizzo di analoghe tecniche pittoriche, come il ben noto dripping, adottato con maestria da Piantino ad esempio nelle tele Àgua e Marisa Monte. Ad immergersi ed esplorare le potenzialità espressive del colore è anche il duo artistico composto da Joachim Hepler e Hartmut Winter, il quale ricorre alla lezione dell’action painting per dipingere la superficie di sagome animali tridimensionali dal titolo: Vacca, Elefante, Capra e Giraffa.

Alcuni dei titoli dei lavori di Lucio Piantino tradiscono la sua passione per la musica oltre che per la pittura, un accordo di suoni e colori che non è solo suggerito a livello formale, ma spesso accompagna l’esecuzione materiale dell’opera con una danza maieutica, che trasferisce emozioni ed impressioni dell’artista sulla tela.

L’interesse per l’arte irregolare – da tempo affermata a livello internazionale – da parte della coppia di collezionisti Carmen e Reinhold Würth rientra in un impegno più ampio volto all’integrazione sociale delle persone diversamente abili. Basti pensare all’Hotel Restaurant Anne-Sophie a Künzelsau, nato per volontà di Carmen Würth ed esempio di integrazione e convivenza di persone con e senza disabilità o il sostegno al programma internazionale di allenamento sportivo e competizioni atletiche, Special Olympics. Coerentemente a tutto ciò, si pone quindi anche l’aver accolto nella Collezione e nei musei e spazi espositivi del Gruppo Würth lo stimolante dialogo tra Out- e Insider-Art, con l’intento di chiarire che l’apertura nei confronti della prima non è importante soltanto da un punto di vista sociale, ma altresì interessante da quello artistico.

Ulteriori info: www.artforumwuerth.it

 

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