18 OTTOBRE 2014, AIPD ROMA PARTECIPA ALLA MARCIA DELLA MEMORIA

Aipd, sezione di Roma Onlus aderisce il 18 ottobre 2014 alla Marcia della Memoria, l’iniziativa in ricordo della deportazione degli Ebrei di Roma, promossa dalla Comunità di S. Egidio e dalla Comunità Ebraica di Roma.

Si tratta di una marcia silenziosa che ripercorre, a ritroso, il cammino che gli ebrei deportati fecero il 16 ottobre 1943 dal Ghetto fino a Trastevere, dove vennero trattenuti prima di essere messi sui treni per Auschwitz.

Per chi vuole partecipare l’appuntamento per la partenza è in piazza Santa Maria in Trastevere intorno alle 19.00. L’arrivo è al Ghetto – in Largo 16 ottobre 1943 – dove la manifestazione si conclude con alcuni discorsi e testimonianze.

Per non dimenticare

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Il genocidio nazista ebbe inizio proprio con il progetto T4, l’eutanasia di massa degli adulti disabili che condusse alla morte circa 70.000 cittadini tedeschi. Da allora le malattie ereditari furono sempre al centro della follia annientatrice del Fuhrer.

Parlamento tedesco, discussione 14 luglio 1933, promulgazione 25 luglio 1933

Gesetz zur Verhütung erbkranken Nachwuchses («Legge sulla prevenzione della nascita di persone affette da malattie ereditarie»).
Questa legge stabiliva la sterilizzazione forzata di persone affette da una serie di malattie ereditarie – o supposte tali – tra le quali schizofrenia, epilessia, cecità, sordità, corea di Huntington e deficienza mentale, sindrome di Down, microcefalia e idrocefalia, deformità, paralisi. Inoltre la legge prevedeva la sterilizzazione degli alcoolisti cronici.
L’applicazione della legge venne affidata al Ministero dell’Interno (retto da Wilhelm Frick) attraverso speciali Erbgesundheitsgerichten («Tribunali per la sanità ereditaria») formati da tre membri: due medici ed un giudice distrettuale.
I Tribunali avevano il compito di esaminare i pazienti nelle case di cura, negli istituti psichiatrici, nelle scuole per disabili e nelle prigioni per stabilire coloro che dovevano essere sterilizzati e procedere successivamente all’operazione. I responsabili degli istituti visitati (medici, direttori, insegnanti, ecc.) avevano l’obbligo legale di riferire ai funzionari dei Tribunali, in palese violazione del codice deontologico, i nomi di coloro che rientravano nelle categorie da sottoporre a sterilizzazione. Nonostante le numerose proteste popolari ed i ricorsi fatti dai parenti dei pazienti si stima che tra il 1933 ed il 1939 siano state sterilizzate 200.000 – 350.000 persone.

Decreto del 18 Agosto 1933

I Nazisti sancirono la registrazione obbligatoria di tutte le nascite di bambini handicappati, fisicamente e mentalmente. Questi bambini fino ai tre anni dovevano essere segnalati agli uffici di sanità pubblica. I bambini selezionati erano inviati in parecchi manicomi dove venivano uccisi con farmaci letali o per mancanza di nutrizione. Fino a 8.000 bambini persero la vita nel corso di questa “eutanasia dei bambini”.

 

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